Il Bilancio (o Report o Informativa) di sostenibilità è una piattaforma essenziale che permette alle aziende di valutare, gestire e monitorare i propri impatti, rischi e opportunità legati ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG).
Sebbene rappresenti un fondamentale strumento di comunicazione verso l'esterno, esso si configura prima di tutto come un documento di pianificazione strategica: una bussola aziendale che non solo fotografa le performance non finanziarie dell'impresa, ma ne traccia la traiettoria di sviluppo futuro e gli obiettivi di transizione a breve-medio-lungo termine.
L'evoluzione normativa: dall'obbligo alla rendicontazione uniforme
Con l'entrata in vigore della direttiva europea Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la rendicontazione di sostenibilità ha cambiato natura legale:
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Per le imprese soggette all'obbligo: Il report perde la sua natura di documento separato e diventa a tutti gli effetti una sezione obbligatoria e integrante della Relazione sulla Gestione all'interno del fascicolo di bilancio. I contenuti dettagliati di questa rendicontazione sono dettati dagli standard ESRS, semplificati nel corso degli anni per ridurre il carico amministrativo.
Per verificare quali aziende rientrano tra i soggetti obbligati e conoscere le relative scadenze post-Omnibus I, consulta la nostra pagina dedicata a CSRD.
Imprese non soggette ad obbligo, PMI e rendicontazione volontaria
Per le aziende che non rientrano negli obblighi di legge ma scelgono o devono comunque rendicontare la propria sostenibilità per esigenze di mercato, lo scenario offre diverse opzioni.
La Commissione Europea ha adottato (luglio 2026) un Regolamento Delegato che assorbe i lavori tecnici precedentemente noti come Voluntary Sustainability Reporting Standard for SMEs [VSME]. Questo nuovo principio europeo di rendicontazione di sostenibilità ad uso volontario permette alle imprese di minori dimensioni di alleggerire e proporzionare il carico di rendicontazione, proteggendole al contempo da richieste eccessive di dati da parte dei grandi clienti della filiera.
Tuttavia, lo standard europeo ad uso volontario non è l'unica via. Per le imprese non obbligate che operano su mercati globali o che desiderano mantenere un posizionamento internazionale, i GRI Standards rimangono un'opzione di riferimento autorevole e ampiamente perseguita da moltissime realtà a livello globale per la redazione della proprio rendicontazione di sostenibilità.
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