Il VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) è lo standard volontario di rendicontazione della sostenibilità sviluppato nel 2024 da EFRAG per supportare le piccole e medie imprese (PMI) non quotate nella comunicazione delle proprie informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG).
Lo standard nasce con l’obiettivo di fornire alle PMI un quadro semplice e standardizzato per la rendicontazione della sostenibilità, riducendo gli oneri amministrativi e favorendo un approccio armonizzato alla raccolta dei dati ESG. In particolare, il VSME mira a evitare il ricorso a molteplici questionari ESG differenti e non coordinati richiesti alle imprese da banche, investitori e grandi imprese della catena del valore, fornendo un riferimento unico e proporzionato per comunicare le proprie informazioni di sostenibilità.
STRUTTURA MODULARE del VSME
Il VSME adotta un approccio modulare, che consente alle imprese di scegliere il livello di rendicontazione più adeguato rispetto alle proprie dimensioni, capacità organizzative ed esigenze informative degli stakeholder.
Lo standard è composto da due moduli:
Modulo base (Basic Module)
Il Modulo base rappresenta il livello minimo di rendicontazione previsto dal VSME e costituisce l’approccio più adatto alle microimprese e alle PMI che si avvicinano per la prima volta alla comunicazione delle informazioni ESG.
Il modulo comprende le informative di sostenibilità fondamentali (da B1 a B11) che riguardano:
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informazioni generali sull’impresa, incluse i criteri per la redazione (B1) e le pratiche, politiche per la transizione verso un’economia più sostenibile (B2);
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aspetti ambientali, tra cui energia ed emissioni di gas a effetto serra (B3), inquinamento (B4), biodiversità (B5), acque (B6) e uso delle risorse, economia circolare e rifiuti (B7);
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aspetti sociali, come caratteristiche della forza lavoro (B8), salute e sicurezza (B9) e informazioni relative a retribuzione, contrattazione collettiva e formazione (B10);
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aspetti di governance, con particolare riferimento a eventuali condanne e ammende per corruzione attiva e passiva (B11).
Il Modulo base costituisce una condizione preliminare per l’applicazione del Modulo onnicomprensivo.
Modulo onnicomprensivo (Comprehensive Module)
Il Modulo onnicomprensivo integra le informazioni del Modulo base con ulteriori informazioni qualitative e quantitative. Tali informative riguardano:
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il modello di business e la strategia aziendale in relazione alla sostenibilità (C1);
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la descrizione delle pratiche, politiche e iniziative che ha predisposto (cfr .B2) per la transizione verso un’economia più sostenibile (C2);
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emissioni Scope 3, obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, aspetti relativi alla transizione climatica (C3) e ai rischi climatici (C4);
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altre informazioni sulla forza lavoro (C5), politiche ed eventuali violazioni in materia di diritti umani (C6, C7);
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informazioni di governance relative a ricavi da attività specifiche (C8) e diversità di genere negli organi di governo (C9).
DIFFERENZE RISPETTO AGLI ESRS
L’applicazione del VSME è volontaria. A differenza degli ESRS, obbligatori per le imprese soggette a CSRD, il VSME non richiede un processo strutturato di analisi di doppia materialità. Le imprese comunicano infatti le informazioni previste dallo standard sulla base dei principi di applicabilità definiti nelle singole informative: gli elementi richiesti devono essere rendicontati quando risultano pertinenti per l’impresa.
Il VSME mantiene tuttavia un forte allineamento con gli ESRS, utilizzandone la struttura concettuale e le principali tematiche di sostenibilità, ma con un livello di complessità e dettaglio proporzionato.
EVOLUZIONE E PRINCIPIO VOLONTARIO EUROPEO
Da segnalare che, a seguito delle modifiche introdotte dal pacchetto Omnibus I, la Commissione europea ha adottato il 3 luglio 2026 un principio di rendicontazione di sostenibilità ad uso volontario basato sull’impostazione sviluppata da EFRAG con il VSME e destinato alle imprese non soggette agli obblighi CSRD.
Il “principio volontario” (standard volontario) mantiene infatti una struttura modulare articolata in un Modulo base e un Modulo onnicomprensivo, introducendo modifiche principalmente per garantire maggiore coerenza con gli ESRS semplificati. Persegue due obiettivi principali:
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supportare le imprese che desiderano comunicare volontariamente informazioni ESG, offrendo un quadro proporzionato, unico e comparabile;
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circoscrivere gli effetti a cascata lungo la catena del valore, stabilendo un riferimento comune che definisce il limite alle informazioni di sostenibilità che le grandi imprese soggette alla CSRD possono richiedere alle imprese più piccole con cui collaborano.
Il principio (standard) volontario adottato dalla Commissione il 3 luglio 2026 è attualmente nella fase di controllo istituzionale da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea. In assenza di obiezioni, il testo sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore.
È lecito ritenere che il principio volontario possa diventare un riferimento anche per le PMI quotate, per le quali era stato inizialmente previsto uno standard dedicato, l’LSME (Listed Small and Medium-sized Enterprises). Lo sviluppo dello standard LSME risulta, secondo le informazioni disponibili sul sito di EFRAG (aggiornamento luglio 2026), attualmente sospeso.
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